Massimo's profileMaind SpeisPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Che mi dici?
Artena Artenawrote:
Ciao micione!!wofffff
Sept. 26
Stellawrote:
Grazie per il comemnto, seppur laconico sempre graditissimo. Mi sembra davvero molto poco ma lo reputo indispensabile lasciare un commento non sul tuo blog, ma in questo grande vangelo di vita.......
A presto e sempre in gamba
Sept. 16
Luciawrote:
CiaOoO!!
Tra poco si ricomicia... ;_;
..UFFA!!!!
che ne sarà d noi ?!
..Lu..
.: questa è l'ora senza pari...questa è l'ora del CAMPARI!! :.
Sept. 9
ventus85
wrote:
Ciao, sono la ventus85 del forum studenti.fi!
Son passata di qui a fare un salutino, ciao!
July 13
Hell
wrote:
scrivi qualcosa così ti rompo un po'...
May 4
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Maind Speisil cestino dei miei sproloqui mentali January 12 O love me truly!You say you love; but with a voice
Chaster than a nun's, who singeth The soft vespers to herself While the chime-bell ringeth— O love me truly! You say you love; but with a smile You say you love; but then your lips You say you love; but then your hand O breathe a word or two of fire! January 10 Basta pensarci un po' su
January 02 New year's resolutionsDecember 09 Forse le lucciole non si amano piùE quando il vento ancora si fermava un po'
Tra i miei capelli, inventavo favole. Poi cadde giù, Ma avevo già le mani in tasca. Quanti eroi caduti, dal coraggio ed ingannati Dall'incenso e dal bianco che qualcuno venderà. Dove vanno gli angeli a dormire, Dove son finite le illusioni e i sogni Che nessuno compra più, Tra incerte ombre effimere. Pazzi, forti eroi, tutto era sbagliato, Vi è mancato il tempo di riprendere fiato. Il sangue alla testa si fermò E scelse anche per voi. Trascinati da un furto di coscienza, Abbagliati da miti e da leggende, Di miracoli pieni i nostri sogni, Non ci bastano più quando fa luce. Come non si fanno oscure Sempre si alzerà, Una luce accesa o spenta ci sarà. Mentre dal buio, Intanto spunterà una nuova favola, La gente guarderà, qualcuno invecchierà. Dove i mostri e i santi crepano E Dio forse è sceso già, Due miliardi di occhi in lacrime, In faccia a quel che riderà. Dove i mostri e i santi crepano E Dio forse è sceso già, Due miliardi di occhi in lacrime, In faccia a quel che riderà. Disposti in cerchio, a raccontare anche al nemico il tuo destino. Insieme contro abbracciati innanzi terre ignote. Ostie sporche di sangue, noi a chiedere perché. Mentre gli occhi sconfinano verso le stelle, Le due ali sottili basterebbero a noi. Ecco il canto di un vecchio, ubriaco e scontento, Che si infetta le ansie che straripano già. Troppo scuri i silenzi, nei dintorni e qui dentro, Forse le lucciole non si amano più. Non so come la morte profumi d'incenso, E di suoni di venti e campane. E quando il vento ancora si fermava un po' Tra i miei capelli, inventavo favole. Poi cadde giù, Ma avevo già le mani in tasca. Quanti eroi traditi, dal coraggio ed ingannati Dall'incenso e dal bianco che qualcuno venderà. Dove vanno gli angeli a dormire, Dove son finite le illusioni e i sogni Che nessuno compra più, Tra incerte ombre effimere. November 03 Concretizzare la ricerca?Ci sono quei periodi di transizione che io di solito chiamo "periodi di transizione". Non nego che sono qualcuno quasi sempre in cerca di qualcosa, in cerca di stimoli che riescano a riempire i miei giorni, o in cerca di vuoti che riempano i miei pieni casinosi. O probabilmente di una combinazione chimica perfetta tra questo e quello, un equilibrio. A volte mi capita di cercare l'uno ma trovare l'altro, a volte cerco l'altro ma trovo tutt'altro. Allora mi sono chiesto, che diamine sto cercando? Sto realmente cercando quello che voglio? Voglio realmente quello che sto cercando? In questo momento non so realmente cosa voglio e non so se quello che non so che voglio, alla fine lo voglia veramente. Molti cercano la tranquillità, molti la pace con se stessi, oppure la serenità, la felicità, stimoli. Ma, cazzo, non c'è mai nessuno che sappia concretizzare a primo impatto ciò che desidera, ciò che cerca. Forse ci sentiamo tutti un po' filosofi e tentiamo di impreziosire i nostri bisogni, mettendoci disperatamente alla ricerca di ideali astratti esprimibili solo da termini che vogliono dire tutto e niente. Parole che non hanno un senso materiale. Cercare l'amore non ha un senso fisico vero e proprio. E che senso ha cercare l'equilibrio? L'equilibrio non lo tocchi con mano. La tranquillità, la pace con se stessi, la calma, la serenità, la felicità, gli stimoli, le emozioni. Niente di tutto ciò ha un senso nel mondo atomistico. A cosa ci serve ciò che i 5 sensi non percepiscono? O meglio, i fini a cui mirano le nostre ricerche morali non hanno un contatto con la materialità di ciò che ci sta intorno. Questo profondo gap tra anima e corpo fa sì che non troviamo mai quel che realmente vogliamo al momento. Vorrei essere felice, ma cosa mi serve per essere felice? Il sesso? Una tazza di cioccolata? Un buon film? Un amico? Tutto questo contemporaneamente? O niente di tutto ciò? Questa continua ricerca dell'equilibrio è come navigare dal Tirreno all'Adriatico passando per il Sudafrica. E dal Sudafrica spingersi verso l'Antartide, e poi perdersi. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di concretizzare i nostri desideri hic et nunc per evitare di perdersi nel grande oceano della mente. Ma farlo significherebbe inesorabilmente limitare la nostra vita a una razionalità totale, il che condurrebbe l'esistenza ad un meccanico automatismo senza significato emotivo. Voglio essere ricco, ma chi mi dice che la ricchezza sia nei soldi? Voglio l'amore, ma chi mi dice che esso sia solamente in una coppia che per strada si bacia con intensa passione? Voglio la felicità, ma dov'è la felicità? E' in una bella giornata piena di cose da fare? Nel sesso? Nel poter recarsi da qui a lì? Nel solo e banale respirare? Cerco l'equilibrio, ovvero, cerco qualcosa che non so, che non so se voglio davvero, che non voglio sapere se lo voglia sapere o meno. Cerco l'astratto, non cerco niente di reale, non cerco il diretto associabile al mio desiderio, io non cerco la semplicità fisica. Non c'erco un equilibrio concreto, ma un equilibrio morale, che equivale a uno squilibrio del sensuale. September 26 Pillola sacrosantaLe persone che si lamentano del proprio stato danno sempre la colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano. (George Bernard Shaw) September 16 I diari-umaniNel mio immaginario esistono due tipi di persone. Quelle che danno e quelle che prendono. Parlo di consigli, conforti, pareri, aiuti. Molti spesso sono così presi dai loro problemi che sovente si dimenticano che non si può sempre contare sugli altri e non essere mai "contati", insomma, le persone che prendono tenderanno sempre a prendere e quasi mai a dare. Ma non c'è sempre il diario su cui scrivere, la penna incide forte sulle pagine, e queste prima o poi si deteriorano. A volte le pagine mancano addirittura, ma allo scrittore questo non importa, ne prende un'altra e ci pigia su, calcando ogni lettera. La pagina assorbe l'inchiostro, il diario beve le parole senza aprir bocca. Fornendo solo il giusto supporto che serve allo scrittore per piangere e lamentarsi dei suoi, talvolta futili, cazzi personali. Al di là della metafora, esistono quelli che potremmo chiamare i "diari umani". Sono persone specializzate nell'ascoltare altre persone, nell'ascoltare i loro problemi, nel cercare di comprenderli e risolverli, o tentare di farlo. Queste ultime possono sempre essere sicure che ci sarà qualcuno che si prenderà la briga di assorbire il calco della loro penna. A volte però i diari umani non reggono. Ma questo non importa, i loro problemi sono decisamente più piccoli rispetto ad altri, se sul diario c'è qualche segno d'inchiostro che corrompe il bianco candore di una pagina su cui scrivere, lo scrittore strappa la pagina e la butta nel cestino. Beh, questa è una tortura. E come lo è questa, lo è ancor di più quella persona che, nonostante abbia solo da scaricare, quando vede che il diario è sgualcito in troppi punti, cerca di capire il perchè, e allora fa fnta di interessarsi. Alla lunga però non si può sprecare il proprio tempo su un diario sgualcito, per la noia del finto interesse lo si scaraventa da una parte e se ne prende un altro. E' facile la vita, per quelli che scrivono. Un po' meno per i diari umani. E tanto più i diari umani non trovano un loro simile, merce rara al giorno d'oggi, tanto più si convincono che l'unico modo per riparare le pagine, è auto-armarsi di scotch e rattoppare quel che si può aggiustare. Da soli. Per questi diari umani c'è una vita piena di persone che ad un certo punto non si accorgono di abusare della loro essenza. Questi diari umani sono pieni di persone attorno, ma sono soli. Pensano che qualcuno possa anche capirli, o tentare di farlo, ma rifiutano ogni penetrazione, sono convinti che qualcuno può riuscire ad avvicinarsi al succo della questione, ma mai a toccarne la vera materia. E più vanno avanti e più si convincono che sarà sempre così, il problema sarà sempre un problema loro, da risolvere rimboccandosi le maniche e trainando il carro che si appesantisce e si impantana nel fango della vita, senza piangere, senza urlare. In silenzio. E quando arriva l'ora di piangere, essi aspetteranno pazientemente la pioggia, per mascherare la fragilità dei loro castelli di cristallo, la sottigliezza delle loro pagine di seta, come si vergognassero o si preoccupassero che le persone possano riuscire anche a demolire la fortezza in cui dimorano le loro esili fate, la dura corteccia del diario che contiene le sue preziose e delicate pagine. Niente sarà loro dovuto, e niente loro chiederanno, aspetteranno solo qualcuno come loro capace di ascoltare e capire, ma saranno assorditi dal troppo parlare degli scrittori, sgualciti dal troppo premere della punta. Essi non troveranno mai qualcuno come loro, non avranno l'udito per farlo, come un eterno "acchiappino" senza la persona da catturare.
Queste persone saranno sempre sole nella vita, ciononostante sempre piene di persone attorno, e forse in fondo saranno felici così...
September 15 Alice dixitSeptember 09 Qualcosa di importanteQualcosa di importante è finito. Ti senti l'anima congelata e poi spezzata da un martello troppo pesante. Il cuore si scioglie dal troppo calore, si liquefa, si fonde con l'anima. Insieme distruggono un silenzio e ne creano un altro. Le lacrime evaporano al bollore del cuore. Il corpo si congela insieme all'anima. Vivi un disequilibrio esplosivo, imploderà o esploderà. Mi arreggo a una stampella di cartone e tento di andare avanti svuotando la testa e riattaccando i pezzetti del puzzle del mio io.
Era tutto così bello. Adesso le nuvole coprono il sereno, forse domani il sole tornerà a splendere, ma non oggi. |
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