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Che mi dici?
  • ventus85
    July 13 7:19 PM
    Ciao, sono la ventus85 del forum studenti.fi!
    Son passata di qui a fare un salutino, ciao!
  • June 15 1:53 AM
    ciao massimo...non ci conosciamo ti ho lasciato un commnto sul tuo ultimo intervento del 2 giugno spero ke lo leggerai, sei libero di contraddirmi...e se vuoi fammelo sapere ciao fiorentinoo by siciliana
  • Hell
    May 04 10:08 PM
    scrivi qualcosa così ti rompo un po'...
  • FAbu
    January 26 7:51 PM
    Complimenti Massi... veramente un bello space... vedo che leggi ottimi libri... e ascolti della gran musica Ragazzo!!! tranne qualche gruppo mai sentito, ma che ora mi ascolterò.... è la mia musica!!!
    Bravo Bravo.... complimenti ancora per l'ottimo lavoro
     
    Ciao
  • December 17 8:31 PM
    Ciao!! complimenti per il tuo blog.. è molto bello...ci sono poche persone che pensano in modo cosi profondo.. se ti va passa da me!!ciao! valentina..
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ScRoFoLiNo'S Maind Speis

il cestino dei miei sproloqui mentali
January 24

Scusami, non ti capisco

A volte penso che non ci sia qualcosa che ti faccia indispettire più dell'incomprensione. Sono sempre stato dell'idea che le persone nel parlare non fanno altro che associare termini convenzionali e semanticamente ristretti ad idee di vasta portata. Quando proviamo ad esprimere un concetto, UNO, con più parole e in più modi è perchè stiamo cercando di "zippare" qualcosa di irrimediabilmente grande, e spesso non riusciamo nell'intento. E' anche difficile molte volte utilizzare termini di vocabolario per rendere l'idea di qualcosa che concettualmente si avvicina ad un termine, e ad un altro, ma è contemporaneamente così lontano da entrambi che bisognerebbe coniare un termine del tutto nuovo per esprimerlo. Ma chi siamo noi, presi singolarmente, per poter modificare a nostro piacimento la lingua italiana solo perchè talvolta abbiamo emozioni e pensieri troppo grandi per doverli immiserire tramite convenzionalità? Purtroppo questo riduce parte della nostra esistenza ad una situazione di disagio, in quanto spesso e volentieri le persone non ti capiscono (e ne hanno tutto il motivo, purtroppo per noi e per loro), oppure ti capiscono a tratti, o dopo molto tempo, oppure non ti capiranno mai. E non parlo solo di mera formalità scrittoria, parlo di interi sentimenti che alla fine sono da buttare nel cesso o da conservare da qualche parte. Oggigiorno siamo troppo concentrati a vivere una vita "sbrigativa", siamo accelerati nei nostri processi quotidiani e non c'è tempo per soffermarsi a interpretare qualcuno. C'è bisogno di rapidità, di precisione, di certezza, di chiarezza, bisogna schematizzare il tutto e tirarlo fuori a mo' di stampante perchè gli altri possano leggere e capire. Ma capire cosa? Come si può in questo modo pensare di essere realmente capiti? Non c'è tempo per noi che ci scervelliamo tentando di esplicare nel tempo quello che sentiamo, la nostra vita, le nostre idee. Le cose man mano vanno fatte hic et hunc. Noi possiamo provare a farlo, ma intanto che tentiamo la gente va avanti, e nessuno ci capisce.
January 11

A volte bisogna scegliere

Ma chi ce lo fa fare di tenerci dentro le cose per cui abbiamo giurato a noi stessi di mantenere il silenzio marziale? Chi ci paga per stipare tutti quei dannati rospi invece di sputarli e liberarci da quell'asfissiante peso senza il quale la nostra vita sarebbe n-mila volte meglio?
A volte bisogna scegliere. Sacrificarsi per il convenzionale buon senso, per non deludere aspettative, per non fare quel che oggettivamente il sacro (quanto immaginario) tomo del "moralmente giusto" ci impedisce di fare, sì insomma, la serie di consuetudini secondo le quali tutti crediamo che il bene da perseguire per la pace e la serenità sia quello comune e che tutto questo sia scritto da qualche parte, magari non nei vari codici legislativi bensì in quelli etici,i quali all'atto pratico non esistono. A volte bisogna scegliere. Le persone spesso sbagliano a non avere il pudore tantomeno l'accortezza di non minare il campo più e più volte con veri e propri mostri di cattiveria, altro che rospi; i loro momenti di appannamento mentale e di altezzosa volontà di prevalere nelle discussioni li porta a fare errori tattci nel dire cose riguardo alle quali avrebbero dovuto, rispettando le regole di quel famigerato tomo di cui sopra, tacere, come tu ti sforzi di fare in fondo, no? Forse mamma non ha mai parlato loro della famigerata massima di Wilde "a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio". E guai a cercare di rispondere per le rime, (peraltro a ragion veduta)! Non solo avresti ugualmente torto, saresti anche rancoroso e più idiota dell'idiota, perchè TU non ti sei attenuto al sacro tomo del "moralmente giusto"! E ti sei vendicato, e hai comunque torto (e chi ti darà mai ragione quandanche tu ce l'abbia?) e fai più schifo dello schifoso! Mah...preferisco seguire il buon vecchio Oscar a proposito. E bada bene che stare zitti non vuol dire essere inferiori, o che "da grande sarai un pessimo avvocato".........
A volte bisogna scegliere. Certe persone ti chiedono di sacrificarti per loro, tu lo fai, ma poi spesso le stesse persone se ne fottono di quello che fai per loro, è nell'umana natura non essere mai grati abbastanza, meglio, di non essere proprio grati. Conservi quel minimo senso di rispetto e favoritismo (nel senso di "fare il favore") che neanche tu sai perchè lo fai, lo fai e basta, forse perchè qualche principio tu ancora lo conservi, mentre gran parte del senso etico di chi ti sta intorno se ne va a puttane a tuo discapito.
A volte bisogna scegliere. Quando vedi che certe cose ti danno fastidio non puoi sempre rimproverare, anzi spesso non lo puoi mai fare, sta nel tomo, da qualche parte, "non creare mai scomodo alle persone, di più a quelle a cui vuoi bene". Eppure certe cose il cazzo te lo fanno proprio girare e contorcere, annodare e spezzare! Scusatemi il francesismo, ma se avessi detto "il fegato te lo fanno proprio gonfiare e rignofiare, raggrumarsi ed esplodere" secondo me non avrebbe reso l'idea, perchè il fegato che si gonfia e scoppia lo senti ma non lo vedi, dunque sei imbestialito solo per la seccatura esogena, il cazzo che si contorce e si spezza lo senti e lo vedi, e ti fanno imbufalire seccatura e cazzo che si spezza! Filosofico, no?............A volte bisogna scegliere.
Tuttavia presi gli schiaffi, il silenzio dell'inerme è un'arma molto potente per i seguenti motivi:
1) Chi ti sbeffeggia penserà che tu lo stia a tua volta sbeffeggiando (perchè l'indifferenza è il maggior disprezzo, così narra il detto) oppure che tu sia tremendamente stupido da non aver capito una semplice di quello che ti ha vomitato addosso, in ogni caso tenderà a concludere la questione "e vissero tutti felici e contenti"
2) Chi è passato sopra il cadavere del tuo senso etico con una 4x4, nonostante il rispetto che tu hai per la sua persona e per le promesse fatte, penserà nella sua beata idiozia che tu stia facendo solo quanto promesso senza lode nè infamia, e apprezzerà il tuo gesto, amici come prima.......................(?)
3) Perchè creare beghe alla persona che volontariamente non centra niente? In fondo certe cose ti fanno girare il cazzo, ma non sempre le cose hanno una causa voluta, non sempre le persone ti fanno soffrire volontariamente e/o in mala fede, quindi tanto vale passarci su piuttosto che imporre agli altri le tue condizioni egoistiche in modo che quelle cose fastidiose spariscano (e che, ahimè, purtroppo resteranno). D'altronde c'è quel famoso tomo del bene comune da seguire.............
Perchè dico questo? Misantropia? Rancore? Semplicemente perchè sono umano, e se un umano si mastica la lingua troppe volte alla fine se la spacca, tanto vale sputare il catarro in un modo o nell'altro, magari quando tutti sono girati e nessuno ti vede, nel fazzoletto per camuffarlo per non lasciare traccia, e viviamo tutti più felici e contenti.
 
Una cosa che non c'entra niente, ma a volte uno sfogo, alla luce del tomo, può essere anche diversificato, no?
Caro Federico Moccia, dopo i tentativi, ben riusciti, di rovinare la letteratura contemporanea con quegli obbrobri pseudo-giovanili, stai anche cercando di stroncare il cinema italiano? MAVAIAFFAREINCULO CON TUTTO IL CUORE! VAFFANCULO! VAI A-F-F-A-N-C-U-L-O!
Aaaaaaaah, a volte un volgare e sentito vaffanculo è più liberatorio di quanto sembri, anche se in forma scritta. E spesso è anche più elegante di tante serpentesche malignità.
 
January 09

21

Non so bene neanche come iniziare questo post, so soltanto che mi avvicino ai 21 e non so se essere entusiasta, se abbacchiarmi o se lasciare che panta rei con totale indifferenza come spesso mi capita di fare per la maggior parte di questi eventi cosiddetti "speciali". Io di speciale non ci trovo niente, mi sento parte di un età di indiscussa transizione, non ho più 17 anni, ma non mi sento nemmeno così definitivamente completo da affrontare la vita con mentalità complessivamente matura, però per certi versi maturo penso di esserlo, per altri però sento quell'effervescenza e quella frivolezza tipiche del teen-age, insomma, boh. Qui si ha tutto e niente, il futuro un offuscato quadro di prospettive, il passato una nebbia di ricordi confusi dove si ristagliano picchi di esperienze che ti hanno segnato, ma niente di nitido. Sei qui, ti guardi avanti e indietro, e nell'oscillare non sei più proprio qui, ti trovi in uno stato di commiste emozioni così cariche e vitali ma al tempo stesso così fatue e piatte, pienezza e vacuità, e non è confusione, ma neppure certezza, qualcosa che sta nel mezzo o forse che nella sua indefinibilità non sta nemmeno precisamente nel mezzo. Comunque sia si tratta di un'età di inestimabile bellezza, magari proprio per questa sua condizione di instabilità, probabile che l'incognita che la contraddistingue ne sia il profondo ed imperscrutabile segreto che la rende così particolare ed unica. Sarebbe bello fermarsi qui, sospeso nel convenzionale trascorrere pieno del tempo della vita, tra le acque del fiume, tra le nuvole nel cielo. Forse Peter Pan aveva 21 anni.....

December 25

Buone feste

Per grazia divina sono ateo e odio il consumismo festivo (anche se ci sono dei compromessi per cui non si può rinunciare al regalino natalizio, i compromessi si chiamano "ragazza" (ammetto che comunque lo faccio con sommo piacere eh, non fraintendiamo), però voglio augurare lo stesso un sentito "buone feste", voglio dire a chi non ha passato un bel 2007 di non abbacchiarsi, voglio dirgli che è lecito sperare in qualcosa di nuovo ed inaspettato, magari piacevole, quandanche esso non arrivi. Probabilmente "dio" ci ha forniti di una delle doti più grandi che l'umanità possa avere: la capacità di sognare. Sognamo, perchè in questo mondo fatto di incazzature e giramenti di scatole non ci rimane che far quello.
December 15

L'ombra di uno specchio riflesso in un palazzo di cristallo

Vi è mai capitato di capire di non aver mai conosciuto voi stessi? Di non esservi mai fermati a guardarvi dentro, di non aver mai osservato ciò che avete nascosto nel decorso del tempo negli angoli più remoti di voi stessi, quel materiale che un po' per sofferenza/rifiuto e un po' per strafalcioneria avete sotterrato pensando che non fosse importante, pensando che non gliene fregasse a nessuno, perchè avete passato la vostra vita a tentare di capire come va il mondo, cosa piace alla gente, cosa non piace, come porsi di fronte ad esse, come socializzare con loro. Ma chi siete diventati voi? Non intendo "cosa" siete diventati, non intendo come avete cambiato il vostro modo di approcciarvi alla vita, quello non è ESSERE, è applicare l'essere. Le esperienze ci mutano in una maniera indescrivibile, e con esperienze mi riferisco, come fece Oscar Wilde, principalmente agli errori che abbiamo compiuto. Ma siamo sempre intrappolati nell'analisi di questi nostri errori e non di come gli errori ci trasformano, noi non analizziamo NOI STESSI, ma solo noi e i nostri errori, non guardiamo mai al ritratto di Dorian, guardiamo Dorian Gray e vediamo ciò che ci piace/non ci piace essere diventati. Quando un giorno, con l'aiuto di qualcuno, o magari da solo, riesci a capire (penso solo in parte) CHI tu stia diventando, allora ti crolla pesantemente un macigno sulla testa (SDISH!), le certezze si nebulizzano, ti accorgi che ti manca qualcosa come quando torni dall'aver fatto la spesa e ti sei scordato di comprare il pane, che era presente nella tua lista, ma in un angolino sgualcito, scritto male e/o piccolo. Ti accorgi solo allora che il tuo io è sempre stato l'ombra di uno specchio riflesso in un palazzo di cristallo, qualcosa che non c'è ma esiste. Scopri che intorno a te hai costruito una botte semi-ermetica fatta di acciaio, l'hai riempita (e la stai riempendo) di roba, ma i tuoi occhi sono fuori e al massimo riescono a vedere quanto la botte si stia gonfiando. Γνῶθι Σεαυτόν ("conosci te stesso") diceva Socrate, trova la verità dentro di te anzichè nel mondo delle apparenze, nei comportamenti che hai, nella diversità delle interazioni con le persone, qui c'è solo la fonte dei tuoi Centomila che ti rendono Nessuno, l'Uno è come sei veramente.
Io, forse, ci sto riuscendo solo ultimamente e con l'aiuto di una persona davvero speciale. E' un percorso doloroso, ma ciò che non uccide fortifica, e io la penso esattamente così. Grazie di tutto Ale.
December 13

Questione di concetto

Da Nuovo Cinema Paradiso
Alfredo: Living here day by day, you think it's the center of the world. You believe nothing will ever change. Then you leave: a year, two years. When you come back, everything's changed. The thread's broken. What you came to find isn't there. What was yours is gone. You have to go away for a long time... many years... before you can come back and find your people. The land where you were born. But now, no. It's not possible. Right now you're blinder than I am.
Salvatore: Who said that? Gary Cooper? James Stewart? Henry Fonda? Eh?
Alfredo: No, Toto. Nobody said it. This time it's all me. Life isn't like in the movies. Life... is much harder.
("La vita non è come nei film. la vita...è molto più difficile.)
 
Da Bad Santa (Babbo Bastardo)
Willie: No. It's because he was a mean, drunk, son of a bitch. And when he wasn't busy busting my ass, he was putting cigarettes out on my neck. The world ain't fair. You've gotta take what you need when you can get it. You've gotta learn to stand up for yourself. You have to stop being a pussy and kick these kids in the balls or something.......Or don't. Shit. I don't care. Just leave me the hell out of it.
("Il mondo non è una favola. Devi prendere quello che ti capita quando ne hai l'opportunità. Devi imparare a cavartela da solo. Devi smetterla di essere una femminuccia e prendere a calci nei coglioni questi bambocci, eccetera".
Kid: Okay. Thanks Santa.
December 09

Caro amico degli alberi...

Caro amico degli alberi, non so davvero come ringraziarti, a volte abbiamo bisogno di conferme perchè la nostra vita è piena d'incognite, ma tu oggi hai fatto qualcosa di speciale, hai finalmente reso noto con chi ho avuto a che fare, quello che sei diventato, e quello che -ahimè- rimarrai. Ma la cosa che mi è piaciuta è almeno la salda (quanto surreale ed insensata) presa di posizione che hai assunto, il che ti rende una persona forte nella tua stupidità. Continua quanto vuoi a spammare, a scrivere ingiurie e a ridicolizzarti quanto basta sul mio blog. Questo per me rappresenta una fetta della mia vita e pertanto non cancellerò proprio niente, sapendo che al minimo sgarro da me non tollerato utilizzerò quanta forza ho in corpo (e quante armi ho a mia disposizione, e dovresti sapere che ne ho Animoticon) per difendermi e per vendicarmi Linguaccia. Come vedi non ho fatto il tuo sacrosanto nome, cosicchè tu non possa poi venirmi a rinfacciare quante più CAZZATE mi hai spiattellato questo pomeriggio e, qualora tu ti sentissi chiamato in causa, riveleresti al "pubblico" la tua identità immacolata. Ma sappi soltanto questo:
Una persona è tale per quello che è, non per quello che fa, e tu sei poco, anzi, NIENTE. Ciao caro amico degli alberi, ti voglio bene...
December 07

La solita catena, ma....

Ricevo così tante catene via mail che sinceramente mi sono un po' rotto il cazzo (tanto per usare un eufemismo), però stavolta ne ho (stranamente e pur sapendo che fosse una catena) aperta una di cui mi ha colpito il testo, quindi, tralasciando l' "inoltra questa mail...se non lo farai" etcetc, la posto qui sul blog tanto per alleviare questa triste e piovosa giornata invernale...
 
"Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un
marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su
scritto:
«Sono cieco, aiutatemi per favore»
Un pubblicitario che
passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel
cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il
permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra
un'altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e
notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non
vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che
aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse
annotato.
Il pubblicitario rispose: "Nulla che non sia vero, ho
solamente riscritto la tua frase in un altro modo".
Sorrise e se ne
andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era
scritto:
"Oggi è primavera e io non posso vederla".
Morale.
Cambia la
tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi
andrà meglio."
December 05

Life is Serendipity

E' incredibile come mi accorga così tardi di quanto fortemente sia serendipica la vita, così intrinsecamente intrecciata con l'idea di fatalismo (il mio cavallo di battaglia nella visione soggettiva della realtà dei fatti), una concezione così tremendamente sorpresistica della vita che mi stupisco di aver finora cercato un attributo ma di averne trovato un altro (buffo no?). E citando una persona a caso:
 
«La vita è quanto ti accade
mentre sei impegnato in altri progetti  »
(J. Lennon)
Lui aveva capito tutto...
November 28

Take it easy

Spesso mi capita di parlare con persone affette da pesantezze emotive di non poco conto (mah, mi sembro uno psicologo Caldo) e parlando con esse spesso arrivo alla conclusione comune che queste persone difettano di un atteggiamento nei confronti della vita che per me è la soluzione allo scarico di quei tanti pesi psicofisici derivanti da situazioni quotidiane di stress e rotture di zebedei varie. Spesso queste persone vivono nell'ombra di paure e di incertezze, magari fondate, magari no, per cui cominciano a crearsi quell'alone di sfiga e di lagna attorno che poi diviene la principale causa del loro male che fittiziamente supponevano di avere, distanziandosi così dal resto della società. A queste persone dico solo una cosa: take it easy! Le situazioni che questa forza oscura e misteriosa chiamata vita ci pone davanti ogni singolo istante, vanno prese per quello che sono, vanno prese momento per momento, non vanno invece prese nel culo (bonjour finesse) come spesso ci piace fare, perchè l'uomo, si sa, è una bestia masochista, ma poi frigna per il dolore! e rompe! Se invece si affrontasse il tutto con più fatalismo, senza stare a pensare al fatto che "ieri ci è andata male" supponendo che "oggi andrà peggio" e "domani sarà una catastrofe", senza pensare che tutti quanti sanno nella loro "espansiva intuizione" verso la nostra persona che ci sentiamo delle merde sfigate e che siamo pieni di insicurezze (e parlo in prima persona, perchè anch'io sono così), slacciandoci dai pregiudizi e dalle paure e vivendo ogni secondo con serenità, anche e SOPRATTUTTO quando ci troviamo in sofoclea solitudine, forse si riuscirebbe a vivere in una condizione di matura frivolezza, una condizione in cui il tempo passa e noi fluiamo con esso non aspettando i buoni momenti, ma aspettandoCI che essi arrivino prima o poi, perchè oh! non esiste sfortuna e solo sfortuna, la vita è un rysmos, a volte funziona tutto, a volte non funziona un cazzo, ma molto probabilmente è fantastica per questo, un vortice di soddisfazioni e delusioni che ci permettono di gioire e di incazzarci, di piangere, di ridere e di crescere. Allora basta solo vivere al momento...e PRENDERSELA TRANQUILLA!
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